Sul blog della Casa Cantoniera Autogestita di Parma puoi trovare tutte le news, gli incontri, le serate e gli eventi: musica, film, dibattiti, teatro, presentazioni di libri etc

Per info e contatti: spam_parma@yahoo.it
Trova su facebook il gruppo "incontri e serate in casa cantoniera autogestita".

La Casa Cantoniera è uno spazio sociale occupato nel 2003 da una rete di comitati cittadini e da tre famiglie in emergenza abitativa. Lo stabile, di proprietà della Provincia di Parma, versava in uno stato di abbandono da diversi anni, a causa della progressiva dismissione del patrimonio pubblico. Nel 2005 è stata aperta una convenzione con la Provincia di Parma: abbiamo ottenuto un contartto di comodato d'uso di 9 anni rinnovabile per altri 9 per svolgere attività sociali e culturali ed è nato il Progetto Cantoniera. Così l'occupazione, inizialmente a scopo abitativo, con il tempo si è evoluta e si è ampliata, attraverso lunghi lavori di autorecupero, in un progetto politico più complesso. Ad oggi lo spazio è attraversato da diverse realtà che cooperano per rivendicare e ampliare i diritti di cittadinanza, la libertà di migrare e le politiche di welfare: la Rete Diritti in Casa che gestisce uno sportello gratuito per il diritto all'abitare e al welfare; l'associazione Ya Basta! e la squadra di calcio antirazzista La Paz!; la scuola di italiano per migranti "Perchè no?". Grande interesse e attivismo suscitano anche le tematiche ambientali ed ecologiche sviluppate dalla Mercatiniera, un mercato alimentare di autoproduzioni locali; dalla BiOsteria, una trattoria ecologica; e dalla Gasoniera, un gruppo di acquisto solidale.

Appuntamenti fissi:

* La GASoniera ogni primo lunedì del mese ore 21
* La Mercatiniera vi aspetta ogni giovedì pomeriggio dalle ore 16 alle 20 per fare una spesa genuina a km zero..anche in caso di pioggia!
* Lo Sportello della Rete diritti in casa è aperto ogni martedi pomeriggio dalle 18.30 alle 20.30..info e mutuo aiuto per le problematiche legate alla casa.
* La BiOsteria vi aspetta il venerdì e sabato sera, per una cena ecologica e genuina a km zero.
* Perchè no?: la scuola di italiano per migranti, gratuita, solidale, antirazzista.

E' nato il sito www.anomaliaparma.org
Per seguire le attività della casa cantoniera e per essere informato sul calendario degli eventi vieni a trovarci sulla nuova piattaforma on line!!!



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martedì 9 novembre 2010

Treno per la manifestazione regionale "Uniti contro la crisi. Per i diritti dei migranti, per i diritti di tutti noi"



Manifestazione Sabato 13 novembre 2010 ore 14.30 Piazza XX Settembre Bologna

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Treno da Parma

Ritrovo Sabato 13 novembre alle ore 13.00
Stazione FF.SS. Piazzale Carlo Alberto dalla Chiesa

Per info: spam_parma@yahoo.it o yabastaparma@libero.it

Uniti contro la crisi è uno spazio politico e sociale in cui soggettività libere, indipendenti, felici e meticce crescono e cooperano insieme per il comune, a partire da questa manifestazione verso lo sciopero generale, nella direzione della generalizzazione delle lotte anche sul terreno delle pratiche antirazziste e dei diritti di cittadinanza.

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Casa cantoniera Autogestita

Associazione Perchè no? - Scuola di italiano per migranti

Rete Diritti in casa

Associazione Ya Basta! Parma

Squadra di calcio La Paz! contro il razzismo

venerdì 15 ottobre 2010

A Parma il 17 ottobre torna la notte dei senza dimora


Proiezione video e dibattito sull'accoglienza dei richiedenti asilo e sulle politiche abitative del Comune di Parma.
Domenica 17 ottobre 2010 alle ore 18.30
presso la Casa Cantoniera in via Mantova 24, Parma

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La Notte dei senza dimora è una manifestazione nazionale di sensibilizzazione e solidarietà nei confronti delle persone senza dimora. E' un'occasione per parlare di e con coloro che vivono situazioni di forte disagio abitativo, aiutando a puntare l'attenzione su questo tema alla vigilia della cosiddetta “emergenza freddo”. E' anche un'opportunità che hanno le associazioni e le organizzazioni, che in città si occupano di grave emarginazione e povertà, per denunciare con forza mancanze e necessità.

Dal 2000 è promossa da Terre di mezzo street-magazine in occasione della giornata ONU di lotta alla povertà, che cade il 17 ottobre e da allora, circa una quindicina di città italiane, tra cui Parma, aderiscono con diverse iniziative. L’edizione di quest’anno assume un significato ancora più intenso dato dalla dichiarazione dell'Unione Europea per il 2010 “Anno di Lotta alla Povertà e all'esclusione sociale”.

La Notte dei Senza dimora a Parma è organizzata dalla Rete Dormire Fuori, Rete Diritti in casa e le associazioni promotrici del progetto Xenia-Oltre la Pelle in collaborazione con Forum Solidarietà.

Le associazioni hanno deciso di organizzare una serata nella Casa Cantoniera di Via Mantova, uno dei luoghi simboli dell’accoglienza e dell’integrazione in città.

Programma della serata:

* ore 18.30: Proiezione del documentario “A passo d’uomo”, con la presenza delle registe Maria teresa Improta e Sara Bonimini.
A passo d'uomo è un documentario prodotto dall''associazione Le Giraffe nel 2010. E' un racconto di incontri. Incontri di viaggiatori "forzati", con tracce di vite spezzate nel paese di origine, e sospese nella nuova terra di arrivo.

Attraverso lo sguardo e i disegni di un giovane richiedente asilo, le storie ascoltate e registrate su pellicola si intrecciano con gli stessi passi della troupe del documentario.

Pensieri, ricordi, esperienze raccontati da chi silenziosamente e quotidianamente condivide le vite di giovani, donne e uomini con esistenze di rifugiati.


* ore 19.00: Interventi di approfondimento e dibattito sulle politiche abitative e sul sistema di accoglienza dei richiedenti asilo nella Regione Emilia Romagna, con Elisabetta Ferri (associazione Ya Basta! Parma) e Emilia Arisi (Rete diritti in casa).

* ore 21.00: buffet

Sosteniamo il progetto "La Paz!"

Per l'iscrizione di una squadra di calcio a 11 antirazzista e multiculturale al campionato amatoriale della UISP.



Il progetto “La Paz!” è stato ideato per combattere, attraverso lo sport, il razzismo e le forme di discriminazione diffuse nella nostra società e per promuovere l’incontro e la relazione tra culture e persone diverse. “La Paz” è il nome della squadra di calcio a 11 antirazzista e multiculturale che parteciperà al campionato amatoriale 2010/2011 della UISP di Parma.

Come nasce l'idea di formare la squadra "La Paz!"..

Il calcio negli ultimi anni ha perso il suo ruolo originario di mezzo per l’aggregazione e la socialità, ponendo sempre di più il suo interesse sull’aspetto economico.
I contratti milionari, il calcio scommesse, la vendita dei diritti televisivi e d’immagine, le quotazioni in borsa delle società calcistiche, la privatizzazione degli stadi e degli impianti sportivi, sono solo alcune delle tappe che hanno contribuito alla trasformazione dello sport più popolare del mondo.
Ad aggravare questo scenario si aggiungono gli atteggiamenti razzisti da parte degli stessi giocatori e delle tifoserie.
A Parma, lo sforzo delle associazioni sportive e delle istituzioni locali per sviluppare attraverso lo sport progetti di integrazione e solidarietà è notevole, perciò il progetto “La Paz!” vuole inserirsi all’interno di un contesto che già tanto sta facendo per promuovere il rifiuto del razzismo e la pratica sportiva solidale.
Il progetto “La Paz!” è pensato per svilupparsi all’interno del calcio amatoriale, ambiente non esente da fenomeni di razzismo che spesso producono l’allontanamento dei giovani dallo sport. “La Paz!” vuole promuovere la partecipazione di tutti allo sport e al calcio, a prescindere dai luoghi geografici e culturali di provenienza, con lo scopo di stimolare e far crescere una cultura sportiva all’insegna dell’integrazione e del rispetto reciproco.
Il razzismo è spesso il prodotto di un contesto culturale caratterizzato da chiusure ideologiche ed ignoranza, dall’incapacità di confrontarsi e conoscere “l’altro”. Attraverso il progetto vorremmo invece sviluppare relazioni tra persone differenti che oggi condividono e vivono lo stesso spazio sociale, geografico e istituzionale, e costruire ponti tra culture altrimenti inconciliabili.
Spesso sono gli stessi migranti ad erigere muri tra la propria comunità di appartenenza e quella degli autoctoni: attraverso la pratica sportiva crediamo che anche questa forma di chiusura e isolamento possa essere abbattuta.
Il progetto ha la finalità di abbattere le barriere (sociali, culturali, politiche, religiose) che dividono le persone, e l’intento di costruire una squadra calcistica che condivida i valori dell’antirazzismo e della pace tra i popoli. La squadra sarà composta da persone differenti tra loro e provenienti da parti diverse del mondo affinché si possa sperimentare concretamente un progetto di integrazione sul territorio parmigiano.

Obiettivi generali del progetto

- Combattere il razzismo nel mondo del calcio e nella nostra società
- Costruire integrazione e relazioni durature tra persone provenienti da Paesi diversi,
- Promuovere la conoscenza e lo scambio tra culture differenti sulla base del rispetto reciproco e della solidarietà
- Riconoscere nello sport un mezzo di aggregazione e socialità
- Proporre attraverso la costruzione della squadra una idea di società che sia meticcia, tollerante e antirazzista
- Far sì che la squadra di calcio e lo sport in generale divengano ambiti sociali dove sperimentare la convivenza tra persone autoctone e migranti.

Obiettivi specifici

- Partecipare con una squadra di calcio a 11, antirazzista e multiculturale, al campionato amatoriale 2010-2011 della UISP di Parma.
- Sviluppare modalità di allenamento che privilegino il lavoro in gruppo
- Fare in modo che l’allenamento divenga uno strumento per rispettare il proprio corpo e il corpo degli altri attraverso attività che ne sviluppino le funzionalità e la conoscenza
- Con l’allenamento proporre lo studio collettivo dei propri mezzi (tecnici, fisici, mentali) e dei propri limiti affinché lo sport venga vissuto in modo sano e non esasperato dal bisogno di raggiungere risultati
- Sviluppare una gestione democratica ed orizzontale della squadra affinché diventi, oltre ad un gruppo di sportivi, anche un luogo di discussione e condivisione in merito alle problematiche riguardanti l’integrazione ed il razzismo nella vita quotidiana
- Promuovere il rispetto per l’avversario e per l’arbitro
- Creare un gruppo unito e coeso di giocatori, a partire da diverse culture e provenienze.

Attività e metodologia

- Lavoro di squadra con allenamenti settimanali, composti da percorsi misti ed esercizi ludici atti a migliorare la propria forma fisica e a raggiungere una buona condizione psico-motoria acquisendo una mentalità di fratellanza non solo in campo ma anche nella vita quotidiana di ogni componente del gruppo.
- Organizzazione di cene ed incontri di formazione che affrontano il tema dello sport e dell’antirazzismo.
- Praticare il “terzo tempo” che è il tradizionale incontro dopo-gara tra i giocatori delle due squadre, inteso come momento conviviale pomeridiano. Questa pratica è sempre stata vista come momento di socializzazione tra i giocatori, cui spesso partecipano anche le loro famiglie e, talora, anche i tifosi affinché ogni partita sia espressione di solidarietà e integrazione.
- Coinvolgere docenti universitari della facoltà di Scienze delle attività Motorie dell’Università di Parma, affinché il progetto possa essere utilizzato come oggetto di studio nel corso di laurea e riconosciuto come attività formativa.

A chi è rivolto il progetto

Il progetto “La Paz!” è rivolto ad un minimo di 20 e un massimo di 25 persone che intendono partecipare attivamente al campionato. Contemporaneamente lo scopo del progetto è quello di coinvolgere anche le associazioni di Parma e Provincia che lavorano sul tema dell’integrazione e dell’antirazzismo.
Personale
Due studenti del terzo e secondo anno di Scienze delle Attività Motorie dell’Università di Parma si occuperanno degli allenamenti applicando nozioni e conoscenze acquisite lungo il percorso di studi e con la pratica di tirocini in ambito calcistico.
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Se ti interessa partecipare alla realizzazione del progetto
Se ami giocare a calcio e vuoi far parte della squadra
Se vuoi diffondere l'antirazzismo attraverso lo sport
chiama:
3403234126 ANDREA
3299342066 CICCIO
oppure scrivi a spam_parma@yahoo.it // yabastaparma@libero.it

lunedì 20 settembre 2010

L’esordio del progetto La Paz … e l’articolo 15.


Cronaca della prima partita di calcio giocata da La Paz nel campionato Uisp 2010.


Non bastavano le visite mediche fatte all’ultimo minuto, i tesseramenti ultimati il giorno prima dell’inizio del campionato e l’autofinanziamento esiguo per acquistare scarpe e parastinchi, per farci tremare fino all’ultimo secondo. Al momento di consegnare le distinte con i nomi ed i tesserini dei giocatori della squadra ne mancava uno all’appello, quello di Asrar, classe ’88, nato in Afganistan e arrivato in Italia da appena 20 giorni.

Nel panico generale proviamo a trattare con l’arbitro. Come poteva non giocare dopo due settimane di duri allenamenti?

L’arbitro, un tipo sulla cinquantina in leggero sovrappeso e dal marcato accento emiliano, ci chiede di consegnargli un documento del ragazzo in alternativa al tesserino.

Ma ecco il solito problema: basterà un foglio di carta rilasciato dalla Questura di Parma a consentire ad Asrar di essere registrato sulla distinta e di esordire con il resto della squadra La Paz al nostro primo campionato amatoriale Uisp?

La risposta dell’arbitro ci coglie alla sprovvista: ”Io fischio, ammonisco ed espello, concedo rigori e sbaglio i fuorigioco, ma nello sport e nella vita non mi assumo la responsabilità di escludere nessuno”.

E poi ci consiglia: ”Nello spazio riservato al numero di tesserino scrivi il numero che c’è scritto su quel foglio…art.15 in attesa di protezione internazionale”.

Rivarolo di Torrile (PR) sabato 18 settembre 2010 ore 15.30.

Così siamo entrati in campo e nel primo tempo abbiamo dimostrato di superare le nostre più rosee aspettative, la squadra di casa pur tenendo in mano il pallino del gioco è incappata in una difesa schierata che non ha concesso spazi e in un centrocampo adatto fisicamente a contrastare i portatori di palla avversari. Pronto a sfruttare le ripartenze, l’estro e la velocità dei nostri due fuoriclasse, il capitano Ciccio di Ragusa e l’esterno d’attacco del 4-3-3 Mohammed Mohammadì (per noi Mimmo!).

Il tempo scorreva via senza grandi emozioni, se non una mischia in area avversaria che ci ha regalato quasi un gol fortunoso, ma la palla nel parapiglia generale si è stampata sulla traversa.

Il rientro in campo non poteva dirsi felice: in cinque minuti abbiamo subito un gol in contropiede e la doccia anticipata per Najib, il nostro instancabile terzino di fascia, dalla scivolata facile. Secondo fallo, diciamo un po’ irruento, e fine anticipata della sua partita.

Da quel momento in poi gli schemi sono saltati e il fiato ha iniziato ad accorciarsi. I nostri avversari, per tutta la partita in sordina, iniziavano ora ad affacciarsi nella nostra area di rigore.

Ci ha salvato per un po’ il nostro numero uno, Ousmane (la pantera del Niger), ma al venticinquesimo della ripresa la squadra avversaria ha raddoppiato con un guizzo del pesante ma lestissimo centravanti che ha trovato il tempo di anticipare la nostra difesa e di rafiggerci.

Sembrava tutto finito, ma la girandola di sostituzioni ci ha fatto riacquistare fiducia e soprattutto forze fresche che ci hanno permesso di dar vita a due conclusioni a tu per tu con il portiere di casa, la prima ha sfiorato la parte alta della traversa, la seconda si è spenta sul fondo.

A quel punto abbiamo subito un tracollo fisico e morale, nonché il terzo gol. Abbiamo rischiato di prendere il quarto su rigore se non fosse per Ousmane che è riuscito miracolosamente a deviare la conclusione dagli undici metri.

Terzo tempo e vittoria finale.

Ma le nostre speranze erano tutte riposte sull’appuntamento che prima della partita ci eravamo dati con la squadra avversaria: il terzo tempo.

Muniti di focacce, formaggio e bottiglie di lambrusco prelevate direttamente dal Mercatino delle Genuine Autoproduzione della Casa Cantoniera Occupata, nonché sede della nostra società sportiva, siamo stati invitati dalla squadra avversaria ad un assaggio di salumi con torta fritta nel circolo del paese, e tra vini e formaggi abbiamo iniziato il nostro campionato e la nostra nuova avventura.

martedì 25 maggio 2010

"Welcome. Indietro non si torna!"


Parma - (S)Confinamenti - Frontiere Europee ed Attraversamenti Migranti

L'incontro, promosso dall'associazione Ya basta!Parma, si terrà sabato 5 Giugno 2010, alle ore 18.00, presso la Casa Cantoniera Autogestita, in via Mantova 24 a Parma.


Che cosa succede oggi negli spazi di frontiera europei?
Come si trasformano le politiche migratorie? Cosa fa l’Europa nei paesi d’origine e di transito? Quali sono gli immaginari, le esperienze e le rivendicazioni di coloro che attraversano e vorrebbero attraversare le frontiere?

Un incontro-dibattito tenta di far luce su miti e realtà di una situazione in rapida evoluzione, segnata da militarizzazione crescente delle frontiere, da negazioni di diritti, ma anche da interventi nei contesti di partenza.

Spaziando dal Senegal alla Somalia, dalle Isole Canarie al mare Adriatico, dalla Grecia all’Italia, dai porti di mare agli aeroporti, l'incontro cerca di andare oltre le retoriche mediatiche e politiche sulle migrazioni di transito, avvicinandosi a ciò che accade nelle frontiere e nell'esperienza di coloro che stanno dall'altro lato del confine.

Interverranno:

- Luca Ciabarri, Università di Pavia e Milano-Bicocca

- Alessandra Sciurba, Università di Palermo e Melting Pot Europa

- Paolo Gaibazzi, Università di Milano-Bicocca e Ya Basta! Parma

Links Utili:

giovedì 8 aprile 2010

IMMIGRATI PER FAVORE NON LACIATECI SOLI CON GLI ITALIANI

sabato 17 aprile

RAP VS DISCRIMINAZIONE



ore 21.00

Proiezione "Il tempo delle arance" girato da InsuTV i giorni delle deportazioni dei migranti di Rosarno


ore 22.00


KENTO Live! Presentazione dell'ultimo album "Sacco o Vanzetti"

+ EASY ONE from Kalafro Sound Power

+ DANK mc + DHAP + OGA mc + NEMA mc

ai piatti: dj DAMN e dj OVER

giovedì 4 marzo 2010

Primo marzo a Parma: le prime considerazioni dopo un partecipatissimo presidio


Centinaia di persone in Piazza Garibaldi per un pomeriggio tinto di giallo



A Parma il coordinamento 1marzo si è dato appuntamento alle ore 17.30 nella piazza principale del centro cittadino.

Sono state tante le persone che sono confluite nel presidio al grido Stop Razzismo, a partire dagli studenti e dagli insegnanti delle scuole di italiano per migranti, che hanno tenuto una lezione all'aperto sfidando anche la propria paura, propria di chi è costretto a vivere ogni giorno ai margini, nascosto e senza diritti, solo perchè privo di un documento; tutti i ragazzi che a ritmo di jambè e tamburi hanno dato una colonna sonora a questa giornata di lotta; le donne e gli uomini che attraverso il lavoro della Rete diritti in casa , sviluppano ogni giorno forme di cooperazione e autodifesa contro gli sfratti e l'emergenza abitativa. Perchè sappiamo benissimo che l'alloggio, insieme al lavoro, rappresenta per i migranti uno dei principali scogli da superare per ottenere e conservare i documenti, e una delle principali forme di ricatto e sfruttamento. Situazione oggi più che mai inasprita dalle nuove regolamentazioni sull'idoneità abitativa che rendono ancor più ostici il rinnovo del permesso di soggiorno e i ricongiungimenti familiari.

Lottare oggi per il blocco degli sfratti e per il diritto alla casa significa anche opporsi alla deportazione di moltissimi cittadini stranieri che si vedono sempre più spesso costretti, a causa della crisi e della perdita del lavoro/casa, a tornare nel proprio paese di origine, abbandonando la propria vita in Italia.

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In contemporanea al presidio nel centro città, si è svolta una fiaccolata antirazzista anche a Langhirano, una cittadina in provincia di Parma, con un altissimo tasso di occupazione di lavoratori migranti all'interno dei prosciuttifici e salumifici. Sono coloro che danno il marchio di prestigio alla produzione parmigiana, e sono gli stessi che vengono licenziati senza alcun tipo di ammortizzatore in tempo di crisi e sono sempre gli stessi che subiscono le retate anticlandestino durante l'orario lavorativo. Questo solo per ricordare che la granparte dei cittadini migranti che vivono nella nostra città è impiegata in queste maxiaziende per le quali costituiscono un enorme bacino di forza lavoro a buon mercato e con pochissimi diritti riconosciuti.

La giornata di oggi ha espresso una grande voglia di riprendere parola e di rompere il silenzio, anche nelle situazioni di vita quotidiana che sono considerate ormai normali, come sentirsi chiedere i documenti durante l'orario lavorativo, ricevere come consiglio dagli operatori dei servizi sociali di riportare i propri figli in Marocco o in Costa d'Avorio quando si subisce un licenziamento/sfratto; o come essere picchiati davanti la propria scuola da un gruppetto di violenti vigili comunali solo perchè vale il sillogismo "straniero = spacciatore".

venerdì 26 febbraio 2010

1 MARZO: 24H SENZA DI NOI

1 MARZO 2010 Presidio Piazza Garibaldi h 17:30

"Un giorno CON NOI, con i precari ed i disoccupati, con i lavoratori dipendenti e autonomi, un giorno degli autoctoni e dei migranti, uno giorno con noi TUTTI, per far vedere quanto siamo importanti"

SENZA DIRITTI – GIORNATA EUROPEA DEDICATA AI LAVORATORI MIGRANTI
Un giorno senza infermieri, medici, insegnanti, bidelli, taxisti, operai, spazzini, baby sitters, badanti, camerieri, metalmeccanici, cuochi, mediatori culturali: una giornata senza i migranti e il loro importante lavoro, è una giornata senza un decimo dell’intera ricchezza prodotta dalla nostra nazione (Il 9,7% del PIL viene dal loro lavoro, fonte Fondazione Ismu, 2009 ).
3.8 MILIARDI DI GETTITO FISCALE IN MENO, 7 MILIARDI DI CONTRIBUTI IN MENO, 13%DI BAMBINI IN MENO.
QUESTA SAREBBE L’ITALIA SENZA MIGRANTI
Nell’attualità della crisi economica, che si fa sentire anche a Parma e provincia, i migranti sono quelli che rischiano di più: possono perdere il permesso di soggiorno e chi non ha il documento viene criminalizzato e condannato al lavoro nero. Per avere un lavoro ci vuole un permesso di soggiorno, per avere il permesso ci vuole un lavoro: un ricatto vizioso che rende i migranti schiavi di una condizione sulla quale non possono agire, perché la società non chiede il loro parere.
Oltre quattro milioni di persone oggi in Italia sono schiacciate fra le incongruenze e gli errori delle leggi razziste Turco-Napolitano Bossi -Fini e il reato di clandestinità voluto dalla Lega e imposto dalla maggioranza in Parlamento, disattendendo le linee d’integrazione valide a livello europeo, cancellando la tradizione storica di accoglienza propria di un popolo di emigranti.
I migranti sono una RISORSA, non un problema per la sicurezza, come ci racconta certa stampa. Rendono vitale la nostra società in grossa crisi demografica. Supportano l’economia attraverso la presenza nel mondo produttivo. Permettono alle donne italiane di conciliare i tempi di cura degli affetti con i tempi del lavoro. Non si fa integrazione inasprendo le norme sulla cittadinanza, sul ricongiungimento familiare, sul matrimonio, istituti che da sempre costituiscono un fattore di stabilità. Senza integrazione, si lascia il posto alla paura, e si apre la via ad un paese allo sbando che trova negli immigrati la facile risposta ad una frustrazione generale, di cui sono anche loro, come noi, vittime.
Siamo tutti, oggi, ricattati dal precariato e dall’assenza di diritti. Il ribasso dei salari nei recenti rinnovi dei contratti nazionali per i lavoratori dipendenti pone le nostre istanze - dalla dignità della persona all' equità sociale - strettamente legate a quelle dei migranti.

PER QUESTO IL COORDINAMENTO 1°MARZO DICE BASTA
ALLA STRUMENTALIZZAZIONE DELLE PAURE, ALLA DISINFORMAZIONE, ALL’ISOLAMENTO, ALLA POLITICA DEI DUE PESI E DELLE DUE MISURE, NELLE LEGGI E NELL’AGIRE DELLE PERSONE


CONDANNA E RIFIUTA
GLI STEREOTIPI E I LINGUAGGI DISCRIMINATORI, IL RAZZISMO DI OGNI TIPO, IL RICHIAMO ALLE RADICI CULTURALI E RELIGIOSE PER GIUSTIFICARE POLITICHE DI RIFIUTO ED ESCLUSIONE

SOSTIENE I LAVORATORI MIGRANTI NELLA RIVENDICAZIONE DEI PROPRI DIRITTI ADERENDO ALLA GIORNATA EUROPEA “SENZA DI NOI”


lunedì 22 febbraio 2010

11MARZO: PROIEZIONE DI "NIGURI" con la presenza del regista Antonio Martino


Documentario irato nel marzo 2009 nei pressi del campo di accoglienza per richiedenti asilo Sant'anna, isola di Capo Rizzuto, provincia di Crotone

Cosa succede agli immigrati richiedenti asilo tra l'arrivo a Lampedusa e l'ottenimento dello status di rifugiato? Siamo davvero pronti ad accogliere queste persone nel nostro paese? E ancora, come abbiamo fatto, noi italiani a dimenticare il nostro non lontano passato di emigranti? Il microcosmo di un piccolo villaggio calabrese, dove ha sede uno dei più grandi campi di accoglienza in Europa, riflette quello che accade nel macrocosmo Italia: paura della diversità, diffidenza e il dubbio se e come accogliere tutta questa gente disperata che raggiunge le nostre coste.